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Riportiamo il testo della lettera scritta dalla direttrice della nostra Farmacia, Dott.sa Chiara Pozzi Perteghella
- SOTTO TROVI GLI AGGIORNAMENTI E CHI HA PARLATO DI QUESTA STORIA -
IBCLC consulenti professionali per l’allattamento
materno
COME PREDICARE BENE E RAZZOLARE MALE:
ecco come NON si
promuove l’allattamento materno.
(Ovvero, perché non sosterrò l’esame da IBCLC)
Vorrei raccontarvi una storia
incredibile e assurda, che mi ha sorpreso e amareggiato e che , purtroppo, farà
molto rumore. sono una farmacista di Bassano del Grappa e da quando sono
diventata madre del mio primo figlio ho capito l’importanza dell’allattamento
al seno e del sostegno alle mamme. Io stessa, se non fossi stata aiutata da una
consulente de La Leche League, sarei passata al latte artificiale e la mia vitaavrebbe preso tutta altra strada e non sarei qui a scrivere…
Da subito ho aderito al progetto FAAM Farmacia Amica Allattamento Materno http://progettofaam.org/ e in tutti questi anni ho lavorato moltissimo
per promuovere sostenere e proteggere l’allattamento: formazione, conferenze,
corsi d’aggiornamento (http://www.zoes.it/it/content/blog/la-dottssa-chiara-pozzi-perteghella-intervistata-sulla-farmacia-amica-dellallattamento).
Per migliorare le mie competenze decido che voglio diventare IBCLC, consulente
professionale per l’allattamento materno (http://www.iblce-europe.org/Other/download_1_candidates.htm#Italiano
) e quindi mi metto sotto a studiare per sostenere l’esame il 26 luglio 2010
(ndr: l’esame, molto rigoroso, viene fatto l’ultimo lunedì di luglio in tutto
il mondo).
Intanto rimango incinta del terzo figlio …. Per sostenere l’esame si
devono avere i seguenti requisiti: almeno 1000 ore di consulenza e 80 di
formazione, ma io aspetto l’ultima data utile per iscrivermi all’esame, 30
aprile 2010, perché avendo appena partorito (Pieralberto
è nato il 5 aprile) voglio vedere se e come me la cavo con tre figli piccoli.
Decido quindi di mandare tutto il mio curriculum (pago 535 euro di tasse di
iscrizione) segnalando che all’esame sarei andata con il neonato perché a tremesi e mezzo si allatta a richiesta.
Al 18 maggio , cioè a due mesi dall’esame vengo informata dalla responsabile nazionale IBLCE che in aula entrano solo
candidati e esaminatori e che quindi dovrò lasciare fuori il bambino: posso
uscire per allattarlo, ma il tempo che perdo non verrà recuperato oppure posso
tirarmi il latte e farlo somministrareal bimbo da chi me lo tiene fuori dalla stanza.
La motivazione di questaprocedura è il possibile disturbo che il bimbo potrebbe recare agli altri
candidati (notare che l’esame dura due ore e
mezza la mattina e due e mezza il pomeriggio, con una pausa per mangiare econsta di domande a risposta chiusa).
Rimango allibita della comunicazione edecido di chiedere spiegazioni alla dott.ssa Armeni quale presidente dell’AICPAM,
Associazione Italiana Consulenti Professionali
in Allattamento Materno http://www.aicpam.org/
Ricevo di nuovo una risposta glaciale
e poco empatica: il regolamento internazionale prevede che la candidata nutrice
non possa portare il figlio in aula e se deve allattarlo può, ma fuori … mi rivolgo quindi alla responsabile IBLCE per
tutta l’Europa chiedendole di poter sostenere l’esame in una stanza separata ma
con mio figlio e ancora ricevo la stessa risposta. Ora provo a condividere con
voi alcune mie riflessioni:
SONO UNA CANDIDATA NUTRICE DI UN
BIMBO DI TRE MESI E MEZZO E PER SOSTENERE L’ESAME PER DIVENTARE CONSULENTE IN
ALLATTAMENTO NON POSSO ALLATTARE MIO FIGLIO … O SE LO ALLATTO PERDO TROPPO
TEMPO PER SOSTENERE L’ESAME…
Nel regolamento non era specificato che se hai un bimbo
piccolo e lo porti con te, lui non può entrare e se esci per allattarlo il
tempo utilizzato non può essere recuperato. Questa è una discriminazione
rispetto agli altri candidati, perché la candidata nutrice di fatto ha meno
tempo a disposizione…
Trovo che il regolamento sia
discriminante e anche incoerente. Non ho bisogno di spiegare i bisogni di cura
e di alimentazione di un bimbo di tre mesi e mezzo. Non ho bisogno di spiegarli
alla commissione IBLCE International Board of Lactation Consultant Examiners http://www.iblce.org/
: a tre mesi e mezzo un neonato ciuccia numerose volte , per fame e per sete ( non
dimentichiamoci che al 26 luglio a Bolzano c’è molto caldo) e anche per avere
la mamma vicino. Ma quello che mi propone il regolamento è una babysitter e un
biberon di latte spremuto.
E quindi io, che per scelta di
maternage vivo con mio figlio in fascia per poter conciliare i suoi bisogni con
i miei, dovrei tenerlo lontano per due ore e mezzo mentre rispondo a domande
del tipo:
la GESTAZIONE ESTERNA comprende
tutti questi comportamenti: la madre porta il piccolo in un marsupio o in una
fascia parecchie ore al giorno; allattare al seno di frequente ; la madre porta
il piccolo con sé al lavoro. Ma che
INCOERENZA!
E se mi tiro il latte e lui lo
rifiuta, come mi devo comportare? Devo continuare a rispondere alle domande o
devo uscire e allattarlo “perdendo tempo prezioso”? Dov’è il sostegno alla madre in tutta questa
faccenda? La sensazione che si ha leggendo le motivazioni di IBLCE e AICPAM è
questa: mamma, stai a casa tua e non disturbare. Vuoi tuo figlio vicino? Stai a
casa tua… e pensare che si sta facendo un grande lavoro per coinvolgere la
mamma nella società, per non escluderla, per permetterle di allattare in ogni
luogo, per creare una comunità amica del bambino…
Addirittura il convegno
dell’AICPAM di quest’anno si intitola Donne e le loro Scelte di Allattamento: Cambiamenti Culturali e Strumenti Pratici di Sostegno http://www.aicpam.org/giornata.asp
Quando ho letto il titolo mi è venuto da ridere, anche perché il convegno
si svolgerà nella mia città
a Bassano del Grappa...
Quindi con grande disappunto non
sosterrò l’esame perché non credo si possa tollerare una tale discriminazione e
una tale incoerenza e anche perchè non mi sento di venire giudicata esperta in
allattamento da chi non ha dimostrato di conoscere la materia.
Chiedo agli operatori della
salute che si occupano di allattamento, alle madri e a tutte le persone
interessate di scrivere alla responsabile IBLCE per l’Europa Ilse Bichler, IBCLC Regional Director, Steinfeldgasse 11, 2511 Pfaffstaetten (Austria) mail office@iblce-europe.org, alla
responsabile dell'esame IBLCE in Italia
Laura Antinucci: italy@iblce-europe.org, alla
presidente dell’AICPAM dott.ssa Armeni
Ersilia
siliadoc@fastwebnet.it
e a tutto il direttivo dell’AICPAM:
mariocirulli@libero.it,
elise.chapin@gmail.com
stefania.battocchio@aslbassano.it
tizianacatanzani@gmail.com
ant.chiurco@libero.it
perché il regolamento venga cambiato affinchè una candidata-madre possa sostenere
l’esame insieme a suo figlio senza venire discriminata.
Concludo con due particolari importanti che ho segnalato
alla presidente dell’AICPAM ma che non sono stati presi in considerazione:
1. nel 2002 una candidata nutrice ha sostenuto
l’esame con suo figlio in fascia e nessuno è stato disturbato da ciò
2. l’anno scorso a Roma il giorno dell’esame era
presente in aula anche il piccolo cane di una esaminatrice. Visto il caldo
torrido di fine luglio doveva stare vicino alla sua padrona che ogni tanto lo
accompagnava fuori a fare i suoi bisogni. Anche questa volta nessuno dei
candidati è stato disturbato dalla presenza del piccolo ospite….
Sono consapevole che
questa situazione farà ingrassare le industrie del latte artificiale e tutti
coloro che non lavorano a favore dell’allattamento materno…
Ultima cosa: non
sto facendo tutto questo per me! Io non sosterrò questo esame! Ritengo che sia
una giusta battaglia per tutte quelle madri che lo vorranno sostenere in futuro
dott.ssa Chiara Pozzi Perteghella
direttrice della Farmacia Pozzi dottor Publio di Bassano del Grappa
Farmacia Amica Allattamento Materno
Quello che segue è un email inviato dalla dottoressa Armeni
al cda di AICPAM dove, immagino per errore, viene inserito il mio indirizzo. La riporto
perché trovo il tono non solo non empatico ma addirittura offensivo nei miei
confronti e nei confronti dei farmacisti impegnati nel sostegno
all’allattamento materno. Sotto la mia risposta alla dottoressa.
Personalmente ritengo che questa sia la cosa da *non* fare. Per i seguenti
motivi:
- se la questione è di principio, il principio va condiviso con i vertici. Qui
non si tratta di un confronto fra la candidata e Aicpam, ma di ben altro...
- dal punto di vista pratico occorrono un'altra stanza e uno- due proctors (se c'è più di
una candidata uno che rimane in aula e uno che l'accompagna al bagno ). Il
sistema è stato organizzato per tempo e non senza fatica (i requisiti sono
rigorosi ) inoltre non sono d'accordo che Aicpam debba addossarsene
personalmente i costi.
Sorvolando sul fatto che la richiesta è fatta con tono arrogante e pontificante
( vieni a parlare a me di
ossitocina, OMS ecc???) nonchè personalistico (non incarno Aicpam nè IBLCE ) , una richiesta
articolata che pone delle sfide che inducono a riflettere e da cui
scaturiscano migliorie per tutti e per sempre - non il provvedimento una tantum
all'italiana - questo è quello che mi aspetterei da una persona ragionevole e
di buon senso. Questa persona, da quello che traspare dalle sue parole (ah,
avere una lettera scritta a mano!) , e al di là di ciò che ha fatto (a me le farmacie amiche dell'allattamento sì che mi sembrano
un controsenso - boh) mi suscita delle perplessità.
Per farla breve propongo : 1) di mettere ai voti l'invio a IBLCE di un proposal
in merito 2) una volta raggiunta la maggioranza che qualcuno lo scriva e
lo traduca 3) avendo il tutto in mano mi farò carico di contattare la persona
giusta di IBLCE e inviarglielo. Naturalmente gli effetti , se ci saranno,
saranno visibili l'anno venturo. Tutto ciò ha un nome: democrazia.
In attesa delle vs sollecite risposte, auguro buona giornata a
tutti Silia
La
mia risposta
Gentilissima dottoressa
Armeni
desidero innanzitutto precisare che il mio cognome è "Pozzi
Perteghella"; in secondo luogo, ringraziandola per l'invio del suo
numero di cellulare, devo declinare l'invito di sentirla telefonicamente vista
la sua mail qui sotto che, come può bene immaginare, mi ha sorpreso non poco.Mi
ha sorpreso per le cose e per il tono che utilizza, ben diverso da quello delle
mail normalmente indirizzate a me. Mi sembra di poter dire che sia il tono che
i contenuti siano molto poco rispettosi della mia professione, della mia
persona e, mi permetta, del mio bambino.
Prendo atto che a suo parere
non si debba permettere ad una mamma di avere con sè il suo bambino durante
l'esame; mi sorprende molto da una persona nella sua posizione, ma ne prendo
atto. Lei è la Presidente dell'AICPAM Associazione Italiana Consulenti
Professionali Allattamento Materno e, invece di rallegrarsi che questo tema
venga affrontato da diversi operatori, non trova di meglio che denigrare il
progetto Farmacie Amiche dell'Allattamento Materno che le sembrano "un
controsenso".
Mi auguro che abbia almeno
avuto la possibilità di visitarne una.
Mi accusa di avere un tono
"arrogante e pontificante" ma il suo scritto qui sotto la dice lunga
su chi abbia la presunzione di non avere nulla da imparare da nessuno.
Detto questo la domanda: la
sua posizione rappresenta il mondo delle IBCLC o è una anomalia? Se la risposta
fosse sì, allora le assicuro che non ho nessuna intenzione di entrare in questo
mondo ritenendo che non sia un pezzo di carta in più che possa certificare la
mia esperienza professionale e personale di madre.
Ma il problema, lo ribadisco,
non è nè la mia persona nè mio figlio: il problema vero è il principio - a mio
parere sacrosanto - che afferma il diritto di una madre che allatta ad accedere
a tutte le normali attività quotidiane; non si tratta di terapia intensiva, si
tratta della normalità e un esame, per quanto impegnativo, è una attività
normale.
A quanto pare sbagliando,
ritenevo che essere IBCLC, oltre ad aumentare la mia formazione sempre in corso
(!) mi avrebbe inserito in un network di professionisti FAVOREVOLI
all'allattamento.
Posso sopravvivere anche
senza quell'esame ma ovviamente sarà mia premura informare i colleghi
farmacisti della posizione della sua associazione che, mi sembra, non ci fa una
grande figura.
dott.ssa Chiara Pozzi
Perteghella
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